Tre regole per non sentirsi esausti la sera

~6 min di lettura · Di Giulia Ferretti

Arriviamo a sera e ci sentiamo completamente svuotati, come un telefono con la batteria al due per cento. Le gambe pesanti, la mente confusa, l’unica ambizione rimasta è raggiungere il letto il prima possibile. Eppure la giornata non è stata poi così drammatica: il solito lavoro, le solite commissioni, niente di straordinario. Allora perché ci sentiamo così esausti? E soprattutto, è possibile arrivare a sera con ancora un po’ di energia per godersi qualcosa che ci piace? Nella mia esperienza, la risposta è sì, e passa attraverso tre regole semplici ma potenti.

Regola numero uno: distribuisci l’energia, non spenderla tutta subito

Il primo errore che commettiamo è partire a razzo al mattino. Ci svegliamo, controlliamo immediatamente le email, rispondiamo ai messaggi, prepariamo tutto di corsa e arriviamo al lavoro già con il motore surriscaldato. Spendiamo il settanta per cento delle nostre energie nelle prime ore della giornata, e poi ci chiediamo perché alle cinque del pomeriggio non riusciamo più a tenere gli occhi aperti.

La chiave è pensare all’energia come a un budget: hai una quantità limitata per ogni giornata, e sta a te decidere come distribuirla. Questo non significa fare meno, ma fare con più consapevolezza. Come suggeriscono esperti di Harvard, la gestione dell’energia è altrettanto importante quanto la gestione del tempo per mantenere un buon livello di benessere durante tutta la giornata.

Nella mia esperienza: Ho iniziato a dedicare i primi trenta minuti della mattina a un’attività che mi ricarica anziché a una che mi consuma. Invece di aprire le email, faccio colazione con calma, leggo qualche pagina di un libro o semplicemente guardo fuori dalla finestra con una tazza di tè. Questo cambiamento ha trasformato radicalmente il modo in cui affronto il resto della giornata.

Prova a dividere la tua giornata in blocchi di energia: mattina alta, metà giornata media, pomeriggio più leggera. Assegna i compiti più impegnativi al blocco di energia alta e quelli più meccanici o rilassanti al pomeriggio. Questo semplice accorgimento può fare una differenza enorme nel modo in cui ti senti alle sei di sera.

Il ritmo naturale del corpo

Il nostro organismo ha ritmi naturali che influenzano i livelli di energia durante il giorno. Come nota l’Organizzazione Mondiale della Sanità, rispettare questi ritmi naturali contribuisce al benessere complessivo dell’individuo. Non siamo macchine progettate per funzionare allo stesso regime per sedici ore consecutive: siamo esseri ciclici, con momenti di picco e momenti di calo.

Osservate il vostro ritmo personale per qualche giorno. A che ora vi sentite più lucidi? Quando inizia il calo del pomeriggio? A che ora sentite un piccolo ritorno di energia serale? Una volta individuato il vostro pattern, potete organizzare la giornata di conseguenza, assecondando il ritmo naturale anziché combatterlo.

“Non siamo fatti per correre tutto il giorno. Siamo fatti per alternare movimento e quiete, sforzo e riposo, come le onde del mare.”

Regola numero due: crea confini chiari tra le attività

Una delle cause principali della stanchezza serale è la mancanza di confini tra le diverse attività della giornata. Il lavoro si mescola con la vita personale, le commissioni si intrecciano con il tempo libero, e alla fine ci ritroviamo in uno stato di perenne semi-attività che è incredibilmente estenuante. Non siamo mai completamente al lavoro, né completamente in pausa. Siamo sempre a metà strada, e questo stato di limbo è ciò che ci consuma di più.

Creare confini chiari significa decidere consapevolmente quando una fase della giornata finisce e un’altra inizia. Quando chiudi il laptop alla fine della giornata lavorativa, quello è il segnale: il lavoro è finito. Non controllerai più le email fino a domani. Quando ti siedi a tavola per cena, il telefono va in un’altra stanza. Quando decidi di rilassarti, ti rilassi davvero, senza il sottofondo mentale di tutto ciò che avresti ancora da fare.

Un rituale di transizione: Uno dei consigli più efficaci che ho ricevuto è quello di creare un piccolo rituale di transizione tra il lavoro e il tempo personale. Può essere cambiarsi d’abito, fare una breve passeggiata, lavare il viso o prepararsi una bevanda calda. Questo gesto segnala al cervello che la modalità è cambiata, aiutandoci a staccare davvero. Nel mio caso, mi cambio le scarpe e faccio dieci minuti di passeggiata intorno al palazzo. Al ritorno, la giornata lavorativa è alle mie spalle.

La trappola del multitasking

Viviamo nell’illusione che fare più cose contemporaneamente sia efficiente. In realtà, il multitasking è uno dei modi più veloci per consumare energia mentale senza produrre risultati significativi. Secondo diversi studi riportati da ricercatori universitari, il passare continuamente da un’attività all’altra richiede un dispendio di risorse cognitive molto maggiore rispetto al concentrarsi su una cosa alla volta.

Nella mia esperienza, i giorni in cui riesco a fare una cosa alla volta sono quelli in cui arrivo a sera con più energia. Non è facile, soprattutto in un mondo che ci bombarda di stimoli e richieste simultanee, ma è possibile. Inizia con un’ora al giorno dedicata a un’unica attività, senza interruzioni. Noterai la differenza.

Regola numero tre: ricaricati durante il giorno, non solo la sera

L’ultimo errore comune è pensare che il momento del recupero sia solo la sera. Aspettiamo di arrivare a casa per rilassarci, ma a quel punto siamo così esauriti che nemmeno il relax ci dà sollievo. La soluzione è inserire piccoli momenti di ricarica durante tutta la giornata, come abbiamo già esplorato nell’articolo sulle pause di quindici minuti.

Non serve molto: cinque minuti di respirazione consapevole al mattino, una breve passeggiata dopo pranzo, un momento di silenzio nel pomeriggio. Questi micro-recuperi funzionano come delle piccole ricariche che mantengono il livello energetico stabile, invece di lasciarlo precipitare fino a sera. È come ricaricare il telefono più volte durante il giorno anziché aspettare che si spenga completamente.

L’importanza di dire di no

Una parte fondamentale della gestione dell’energia è imparare a dire di no, o almeno “non adesso”. Non ogni richiesta merita una risposta immediata, non ogni invito deve essere accettato, non ogni compito deve essere svolto oggi. Imparare a proteggere la propria energia è un atto di cura verso sé stessi, non di egoismo.

Come suggeriscono gli esperti di benessere organizzativo, stabilire limiti chiari nelle proprie responsabilità quotidiane è essenziale per mantenere un equilibrio sostenibile nel lungo periodo. Dire di no a qualcosa significa dire di sì a qualcos’altro: al proprio riposo, alla propria serenità, alla possibilità di arrivare a sera con ancora un po’ di energia per le cose che contano davvero.

Un esercizio utile: Alla fine di ogni giornata, chiediti: “Quali attività di oggi mi hanno dato energia e quali me l’hanno tolta?” Non serve un’analisi scientifica: basta una sensazione. Dopo una settimana, avrai una mappa chiara di ciò che ti nutre e ciò che ti prosciuga. Usa questa mappa per fare scelte più consapevoli su come distribuire il tuo tempo.

Il sonno come fondamento

Non possiamo parlare di energia senza menzionare il sonno. Tutte le strategie del mondo diventano inefficaci se alla base non c’è un riposo notturno adeguato. Come riportano gli specialisti dell’OMS, un sonno di qualità è uno dei pilastri fondamentali del benessere psicofisico. Non si tratta solo di quante ore dormiamo, ma anche della qualità di quelle ore.

Nella mia esperienza, la qualità del sonno è migliorata enormemente quando ho iniziato a spegnere tutti gli schermi almeno quarantacinque minuti prima di andare a letto. Leggo, scrivo nel mio diario o semplicemente chiacchiero con il mio compagno. Il sonno arriva più facilmente e il risveglio è più dolce. Non è una rivoluzione, è un piccolo aggiustamento che ha avuto un impatto enorme.

“Non cercare di fare più cose. Cerca di fare le cose giuste, nel momento giusto, con la giusta quantità di energia.”

In conclusione

Arrivare a sera senza sentirsi completamente esausti è possibile, ma richiede un cambio di prospettiva. Non si tratta di fare di meno, ma di fare con più consapevolezza. Distribuire l’energia nel corso della giornata, creare confini chiari tra le attività e inserire micro-momenti di ricarica durante le ore: queste tre regole, nella loro semplicità, possono trasformare il modo in cui viviamo le nostre serate.

Non aspettarti risultati immediati: come ogni cambiamento, anche questo richiede tempo e pazienza. Ma già dopo una settimana di pratica consapevole, noterai una differenza. E quella sera in cui arriverai a casa con ancora la voglia di cucinare qualcosa di buono, di fare una passeggiata dopo cena o di leggere un capitolo del tuo libro, saprai che le tre regole stanno funzionando.

Nota: Questo contenuto ha finalità puramente informative e non sostituisce il parere di un professionista. Consulta uno specialista qualificato prima di iniziare qualsiasi nuovo programma di fitness o benessere. Le informazioni su questo blog sono basate su fonti aperte e sull’esperienza personale. Non sostituiscono una consulenza professionale.

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