L’esperienza di tenere un diario della gratitudine per il benessere emotivo

~6 min di lettura · Di Marco Bellini

Tutto è iniziato con un quaderno a righe comprato al supermercato e una penna che perdeva un po’ di inchiostro. Niente di romantico, niente di instagrammabile. Eppure quel quaderno è diventato, nel giro di qualche settimana, uno degli oggetti a cui tengo di più. Perché dentro non ci sono pensieri profondi o riflessioni filosofiche: ci sono semplicemente le cose per cui sono grato, scritte ogni sera prima di andare a dormire. Tre cose. A volte cinque, quando la giornata è stata particolarmente generosa. Ed è incredibile quanto questo gesto semplice abbia cambiato il mio modo di vivere le giornate.

Come è cominciato tutto

Non sono il tipo da diari. Non l’ho mai tenuto da adolescente e l’idea di scrivere ogni giorno mi sembrava una di quelle abitudini da persone super organizzate che non mi appartengono. Poi ho letto un articolo in cui esperti di Harvard spiegavano come la pratica della gratitudine possa contribuire a promuovere un maggiore senso di benessere emotivo e una prospettiva più positiva sulla vita quotidiana. Ho pensato: “Costa poco, proviamo.”

Le prime sere sono state difficili. Mi sedevo con il quaderno aperto e pensavo: “Per cosa sono grato oggi?” E la mente era vuota. La giornata mi sembrava ordinaria, banale, senza nulla di speciale. Poi ho capito che il problema non era la giornata: era il mio modo di guardarla. Stavo cercando grandi eventi, momenti epici, sorprese straordinarie. Mentre la gratitudine, nella sua essenza, parla un linguaggio molto più quieto.

Taccuino aperto su un tavolo di legno con una tazza di tè e una pianta verde, luce calda serale

Imparare a notare le piccole cose

La prima svolta è arrivata quando ho iniziato a notare le piccole cose. Il profumo del caffè al mattino. Il sorriso di una collega che mi ha tenuto l’ascensore. La luce del tramonto che entrava dalla finestra della cucina. Il fatto che il treno era in orario. Cose minuscole, quasi invisibili, che prima davano per scontate e che ora diventavano punti luminosi nella mia giornata.

Come nota l’Organizzazione Mondiale della Sanità nei suoi report sul benessere emotivo, la capacità di riconoscere e apprezzare gli aspetti positivi della vita quotidiana è strettamente collegata a un senso generale di soddisfazione e armonia interiore. Non si tratta di negare i problemi o di fingere che tutto vada bene: si tratta di allenare lo sguardo a vedere anche ciò che funziona, accanto a ciò che non funziona.

“La gratitudine non cambia ciò che hai. Cambia il modo in cui guardi ciò che hai.”

La struttura della pratica

Nel corso dei mesi ho sviluppato una struttura che funziona per me. Ogni sera, prima di andare a dormire, mi siedo al tavolo della cucina con il mio quaderno e scrivo tre cose per cui sono grato. Per ognuna, aggiungo una breve spiegazione del perché. Non deve essere lunga o elaborata: basta una frase. Per esempio: “Sono grato per la passeggiata nel parco dopo pranzo, perché mi ha permesso di staccare dal lavoro e respirare aria fresca.”

La chiave è la specificità. Scrivere “Sono grato per la mia famiglia” è vago e dopo un po’ diventa meccanico. Scrivere “Sono grato per la telefonata di mia sorella che mi ha raccontato quella storia assurda sul suo gatto” è specifico, vivido e mi riporta subito a quel momento di gioia. La specificità è il segreto che rende questa pratica viva e non un semplice esercizio di routine.

Il mio metodo: Utilizzo la formula “Sono grato per [cosa] perché [motivo].” Questo mi obbliga a riflettere non solo su cosa è accaduto, ma su perché è stato significativo per me. È una piccola differenza che rende l’esercizio molto più profondo e personale.

Cosa è cambiato dopo un mese

Il primo cambiamento che ho notato è stato nel modo in cui vivevo le giornate. Durante il giorno, la mia mente aveva iniziato a “scannerizzare” automaticamente i momenti positivi, come se sapesse che la sera avrebbe dovuto trovare tre cose da scrivere. Questo spostamento di attenzione, sottile ma costante, ha reso le mie giornate più ricche, più colorate, più piacevoli.

Il secondo cambiamento è stato nel mio umore serale. Prima di questa pratica, arrivavo a sera con un senso generico di insoddisfazione, come se la giornata non fosse stata abbastanza. Dopo aver iniziato il diario, la sera era diventata un momento di bilancio positivo. Anche le giornate più difficili contenevano almeno tre cose buone, e questo rendeva il momento di andare a dormire molto più sereno.

Affrontare i giorni difficili

Non tutti i giorni sono facili. Ci sono sere in cui mi siedo con il quaderno e l’unica cosa che vorrei scrivere è “Sono grato che questa giornata sia finita.” E sapete cosa? Anche quello va bene. Anche riconoscere che una giornata è stata dura è un atto di consapevolezza, e la gratitudine per il fatto che sia passata è una forma legittima di apprezzamento.

Nei giorni difficili, la pratica della gratitudine non serve a negare le emozioni negative. Serve a ricordarci che le emozioni negative non sono l’intera storia. Accanto alla frustrazione c’è stato anche un momento di bellezza; accanto alla stanchezza c’è stato anche un gesto di gentilezza. Come suggeriscono esperti di psicologia positiva, la gratitudine non elimina le difficoltà ma le mette in una prospettiva più ampia, permettendoci di non restare intrappolati nella negatività.

Una scoperta importante: Ho notato che i giorni in cui mi costa di più scrivere nel diario sono spesso quelli in cui ne ho più bisogno. Quando la mente è invasa dalla negatività, sforzarsi (con dolcezza) di trovare anche solo un piccolo motivo di gratitudine è come aprire una finestra in una stanza buia. Non illumina tutto, ma lascia entrare abbastanza luce per ricordarci che il buio non è permanente.

Gli effetti a lungo termine

Dopo diversi mesi di pratica regolare, posso dire che il diario della gratitudine ha avuto un effetto cumulativo sul mio benessere. Non è stato un cambiamento improvviso e drammatico, ma un’evoluzione graduale, come una pianta che cresce giorno dopo giorno senza che tu te ne accorga, finché un giorno alzi lo sguardo e vedi un albero dove prima c’era un germoglio.

Ho notato che tendo a lamentarmi meno, non perché reprima le emozioni negative, ma perché ho sviluppato una maggiore capacità di bilanciare la prospettiva. Ho relazioni più calde, perché noto e apprezzo di più i gesti degli altri. Ho un sonno migliore, forse perché l’ultimo pensiero prima di dormire è qualcosa di positivo anziché una lista di preoccupazioni.

Consigli per iniziare

Se l’idea di tenere un diario della gratitudine ti incuriosisce, ecco qualche suggerimento pratico basato sulla mia esperienza personale:

Scegli un momento fisso della giornata: la sera prima di dormire è l’ideale, ma funziona qualsiasi momento in cui riesci a ritagliarti cinque minuti di tranquillità. La costanza è più importante del momento specifico.

Inizia con tre elementi: non di più, non di meno. Tre è un numero gestibile che ti obbliga comunque a cercare, senza sovraccaricarti. Con il tempo, potrai aumentare se lo desideri.

Sii specifico: evita frasi generiche e cerca di descrivere momenti precisi della giornata. Più sei specifico, più la pratica sarà significativa e coinvolgente.

Non giudicarti: non esiste un modo giusto o sbagliato di praticare la gratitudine. Alcune sere scriverai frasi profonde, altre sere banali. Entrambe vanno bene.

Rileggi ogni tanto: tornare indietro e rileggere le pagine precedenti è un’esperienza meravigliosa. Ti mostra quante cose belle sono accadute nella tua vita che altrimenti avresti dimenticato.

“La gratitudine è la memoria del cuore. E come ogni memoria, va coltivata per non perdersi.”

Un invito personale

Non vi chiedo di credermi sulla parola. Vi chiedo di provare. Prendete un quaderno qualsiasi, una penna qualsiasi, e stasera, prima di dormire, scrivete tre cose per cui siete grati. Fatelo per una settimana, senza aspettative e senza giudizi. Se dopo sette giorni non sentite nessuna differenza, avrete perso solo qualche minuto. Ma se, come è successo a me, qualcosa inizierà a cambiare nel vostro modo di guardare le giornate, avrete guadagnato uno strumento prezioso per il benessere emotivo che vi accompagnerà per sempre.

E se vi trovate bene con questa pratica, vi consiglio anche di esplorare altri strumenti semplici per il benessere quotidiano: dalle pause consapevoli al lavoro alle strategie per gestire l’energia durante la giornata. Il benessere è un mosaico fatto di tanti piccoli tasselli, e il diario della gratitudine può essere uno dei più luminosi.

Nota: Questo contenuto ha finalità puramente informative e non sostituisce il parere di un professionista. Consulta uno specialista qualificato prima di iniziare qualsiasi nuovo programma di fitness o benessere. Le informazioni su questo blog sono basate su fonti aperte e sull’esperienza personale. Non sostituiscono una consulenza professionale.

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